2000

Erano oltre 80 le imbarcazioni iscritte alla settima edizione della Roma per 2, la transtirrenica in doppio, e alla Roma Per Tutti, la regata per barche con equipaggio numeroso, impegnate sulla stessa rotta.

Purtroppo la maggior parte dei concorrenti che hanno tagliato la linea di partenza della regata, posizionata di fronte all’imboccatura del porto di Riva di Traiano, hanno giustamente preferito abbandonare, dopo poche miglia, una gara che è diventata subito troppo dura da sostenere. Lo scirocco, che era stato annunciato intorno ai venti nodi, è arrivato a soffiare invece anche con punte di quaranta, accompagnato da scrosci d’acqua ed onda ripida.
Così, molte barche hanno smesso, dopo poche ore dalla partenza, di lottare contro gli elementi e si sono rifugiate lungo i porti della costa, o sono tornate a quello di partenza. I più coraggiosi hanno resistito, seppure con grandi difficoltà avendo un fastidioso vento di prua che li ha costretti ad una estenuante bolina contro un mare sempre più formato. Nella nottata però il vento è andato attenuandosi, costringendo i superstiti ad un lento avvicinamento alla prima meta volante, Capri.
Il primo ad arrivarvi è stato “Nastro Azzurro”, con a bordo Francesco Pelizza insieme all’armatore Giorgio Saviotti, conquistando così l’ambito trofeo. Alle sue spalle, il WOR 60 “Jena”, affidato da Gabriele De Bono a Corrado Tartarini, è stato costretto a scaricare su una motovedetta della capitaneria di porto di Ischia tre dei membri dell’equipaggio colti da malore. Una seconda nottata di freddo e di pioggia, con vento notevolmente calato, stabilizzatosi sui 15 nodi, ha costretto un’altra decina di imbarcazioni a ritirarsi. Sono quindi rimasti solo cinque i concorrenti in gara: “Riviera di Rimini”, con il suo nuovo skipper Stefano Raspadori coadiuvato da Stefano Pelizza, Andrea Scarpa e Simone Bianchetti, “Jena” il Wor 60 di Gabriele De Bono, “Dream Away”, un X 342 di Sergio Poli, tutti concorrenti della Roma per Tutti.
Nella Roma per due hanno continuato a navigare “Nastro Azzurro”, che ha conquistato il Trofeo Telecom per aver raggiunto per primo Lipari, e il piccolo minitransat “Winnie Pooh” di Andrea Gancia e Sito Aviles Ramos. Un vento disteso da libeccio ha quindi spinto sulle vele delle protagoniste della Roma per 2 e Roma per Tutti che hanno poi fatto rotta verso Riva di Traiano.

A tagliare per prima il traguardo è stato “Riviera di Rimini”, che non ha però fatto meglio del record di “Gheo” di Gianfranco Bianchi, di 71 ore, 31 minuti e 5 secondi stabilito nel 1999, ma ha battuto, almeno in tempo reale, il suo avversario “Jena”, che detiene il record della Roma per 2.
Prima assoluta della Roma per 2 anno 2000 è stata “Nastro Azzurro”, portata da Francesco Pelizza e dall’armatore Giorgio Saviotti. La barca, progettata dal mago Bruce Farr, è stata studiata apposta per imprese del genere e offre impianti, come il riscaldamento, che è stato fondamentale in questa regata. A vincere la settima edizione della Roma per Tutti è stato alla fine “Dream Away”, un X 342 dell’armatore Sergio Poli, con a bordo Franco Giovannini, Walter Pretelli, Enrico Pacini, Enrico Gugliotti ed Alberto Tomei che, con 105 ore, 27 primi e 46 secondi, ha ottenuto il miglior tempo compensato e quindi la vittoria assoluta conquistando il Trofeo Don Carlo. L’handicapp di “Riviera di Rimini” e di “Jena”, che l’hanno preceduta di circa 24 ore sul traguardo, era troppo alto per consentire loro di poter sperare in un successo, che non fosse il record della regata. “Dream Away” non è nuova ad exploit di questo genere, avendo vinto, nello stesso anno, nella classe crociera, la Middle Sea Race, la regata che parte da Malta e ci ritorna, dopo aver circumnavigato la Sicilia.
La barca ha quindi conquistato anche il Trofeo Nastro Azzurro della grande altura Mediterranea, che oltre alla Roma per Tutti ed alla regata maltese, comprende anche la Giraglia. La premiazione si è svolta, come di consueto, nella piazzetta di Riva di Traiano, alla presenza di una folla numerosa venuta ad applaudire i cinque superstiti della regata e in particolar modo l’exploit del minitransat “Winnie Pooh” di Andrea Gancia e Sito Aviles Ra.

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