2004

La Roma per 2 del 2004 è stata funestata da un tragico incidente che ha prostrato organizzatori e concorrenti.

Era cominciata, come sempre, da undici anni: una festa di velisti. Più di 100 concorrenti si erano radunati a Riva di Traiano per prendere parte alla regata. Paolo Salvatori era uno di questi. Aveva iniziato ad andare per mare al Circolo Nautico San Giorgio di Fiumicino e con quel gruppo di amici aveva deciso di partecipare alla regata. Era entusiasta, come tutti i partecipanti, che lo fanno solo per passione, che amano il mare e la vela. Aveva partecipato insieme all’equipaggio del Kiss, un Sunkiss 44’, circa 13 metri e mezzo, al breafing il giorno prima della partenza, in cui il meteorologo Paolo Sottocorona aveva dato il quadro della situazione prevista al momento. Il vento avrebbe soffiato forte, si prevedevano più di 30 nodi. Ma, in un secondo aggiornamento, i bollettini mostravano un’attenuazione dei fenomeni: non più di 25 nodi stabili nella zona più a sud toccata dal percorso della gara. Così alle 11 è partita la regata in doppio, seguita da quella in equipaggio. In testa a tutti c’era il solito trimarano Cotonella di Franco Manzoli e Francesco Mura e poi Mauro Pelaschier e Mauro Piani su Nanni Diesel, un Figaro dell’ultima generazione, subito coinvolto nella lotta annunciata con Fabrizio Tellarini e Marco Pomi a bordo dell’open Greenpeace. La partenza della Roma per Tutti è stata dominata da Sdoa Revolution, l’Open 60 progettato da Vallicelli.

La perturbazione è arrivata, ma più lentamente del previsto, quando i primi come Cotonella avevano girato la boa virtuale di Capri ed erano già a metà percorso verso Lipari, inseguito da un groppo a 40 nodi. Il vento annunciato era stato sostituito da un fronte non previsto, con aria più consistente e direzione diversa, che aveva fatto girare anche il moto ondoso, incrociandolo con quello precedente, ma soprattutto associato a frequenti groppi, accompagnati da violente precipitazioni. Così, mentre i più veloci, Sdoa Revolution, Arix II, Nanni Diesel, Mormora, Greenpeace, Nisida e Allegra, passavano tra Lipari e Vulcano, qualche miglio più addietro si compiva la tragedia, con Paolo Salvatori che, come è stato poi accertato dalle indagini della Capitaneria del porto di Lipari, mentre stava alla scotta della randa, è scivolato all’indietro, battendo violentemente la tempia su un winch. A nulla sono serviti i primi soccorsi. Paolo è giunto esanime a Lipari. E’ stato quindi stabilito di interrompere la regata. Intanto, più verso costa, Exing 99, il Minitransat di Michele Gnutti e Paolo De Cristoforo, mentre stava raggiungendo Napoli, dopo essersi ritirato, ha scuffiato, senza che i componenti dell’equipaggio, che si erano rifugiati all’interno, si rendessero conto della dinamica del fatto e hanno abbandonato l’imbarcazione con la zattera, per essere poi recuperati da un elicottero del soccorso. Invece “Pop Corn”, l’Elan 40 di Carolina e Franco Vojtisek, figlia e padre, mentre tornava verso Riva di Traiano, è affondato, forse per lo sfilamento dell’asse dell’elica, dopo che l’equipaggio aveva lasciato l’imbarcazione, con l’aiuto della Capitaneria di Porto e della nave appoggio “Tavolara”.

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