2014

Prima edizione della Roma x Uno – Un clima così e una corsa così non possono perdersi e non si perderanno. Il prossimo appuntamento con la vela in solitario a riva di Traiano sarà molto, molto ravvicinato. E sarà un sorpres “One”.

 

VITTORIA DI CARLO POTESTA’ SU PHANTOMAS NELLA ROMA PER UNO

Alle 15:35:50 Phantomas taglia la linea di arrivo della prima edizione della Roma per 1. E’ un Elan 410, con al timone Carlo Potestà, la prima barca a vincere una regata in solitario in Italia. I Class 40 sono dietro. Arriveranno con le orecchie basse. Qui intanto c’è la festa, che inizia già a bordo del gommone della Direzione di Corsa. La moglie Clara e le figlie Gaia e Camilla si sbracciano e salutano da lontano. Se Carlo è “gasato”, le sue donne lo sono ancora di più. “Stanotte finalmente dormiamo”, ci confidano. Alla fine si capisce che è stata un’avventura anche per loro. “Ho dormito tantissimo – ci dice invece Carlo – ogni volta che ho potuto. Ho preso alla lettera i consigli del dottor Stampi. Ho chiuso gli occhi per pochi minuti anche ogni paio di ore. I primi giorni anche in pozzetto. La fatica vera l’ho sentita solo questa ultima notte, quando il vento era tanto e riposare è diventato difficile, anche per l’adrenalina accumulata”. Si rilassa pian piano. E’ felice. Abbraccia ancora una volta Clara e le figlie, poi si concede una battuta: “Ho scoperto che non si può dormire sotto spi. Ci ho provato una volta e sono dovuto correre fuori perché la barca andava per i fatti suoi”. Problemi? “Mai, nemmeno uno, ma non ci credo ancora che ho vinto. Ho avuto anche fortuna. Ho settato Phantomas per i venti leggeri, sapendo che era la mia unica possibilità di far bene, ma quando al ritorno, verso Gaeta, il vento è incominciato ad aumentare pensavo proprio che i Class 40 mi riprendessero. Poi ho visto che continuavo a mantenere invariato il distacco e solo allora ho pensato che era finalmente fatta”. La sua è stata una corsa tutta in testa, a partire da Ventotene quando “dopo un bordo lungo verso terra ho puntato dritto su Ventotene e mi sono ritrovato primo”. Da lì è stato veramente Phantomas. E chi lo ha visto più!

ROMA PER 2: VINCE TWT UCOMM

Ore 7:54:57. Si conclude di buon mattino la cavalcata vincente di TWT UComm, l’Akilaria 40 di Marco Rodolfi e Matteo Auguadro. “E’ stata divertente, molto divertente – esordisce Marco Rodolfi una volta messo piede in banchina – come sempre una bellissima regata”. La faccia tirata per il poco sonno (confessato) nell’ultima notte, ma felice per il risultato. “E’ stata faticosa – prosegue Rodolfi – specie all’andata perché abbiamo avuto poco vento. Però poi, comunque, si è sempre camminato e abbiamo avuto anche un po’ di maestrale che ci ha portato fino alle Pontine, e un po’ di grecale che ci ha fatto arrivare velocemente a casa”. Una regata in discesa nella seconda parte, ma con qualche difficoltà nella discesa verso Lipari. “Abbiamo avuto qualche difficoltà alle isole Pontine – conclude Rodolfi – perché nel decidere se dovevamo passare dentro o fuori abbiamo raggiunto il risultato di restare fermi per un paio di ore. Però poi ci siamo allungati di nuovo e abbiamo fatto una bella regata. Al ritorno abbiamo azzeccato una bella strategia, abbiamo letto bene il vento e siamo andati dalla parte giusta”.“L’ultima notte ci aspettavamo che fosse dura – commenta Matteo Auguadro – e abbiamo deciso di riposarci prima. Volevamo arrivare il prima possibile perché sapevamo che c’era una transizione da un vento all’altro. Questa notte non abbiamo dormito praticamente nulla, ma l’abbiamo portata a termine come volevamo, nel migliore dei modi.”
Tre i ritiri, tutti nella categoria Roma per Tutti. Waypoint, Testa e Cuore e il Multi 50 Trilogic, arrivato questa mattina di gran carriera. “Abbiamo toccato anche i 18 nodi – ci spiegano – ma ci siamo ritirati perché abbiamo dovuto accendere il motore. In pratica ci siamo autodenunciati, ma lo sport viene prima di tutto. Abbiamo rotto l’attacco del frullone quando eravamo al largo di Gaeta e quindi ci è partito il Code 0 e abbiamo messo in moto per recuperare la vela prima che si rompesse svolazzando vicino alle sartie”.

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