ROMA PER 1: I SOLITARI VOGLIONO IL BIS

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1image_news.phpNon c’è un resoconto finale della Roma per 1. Quello che si è consumato oggi è l’epilogo di una settimana vissuta… felicemente. Tanto agonismo e tanto fair play non si erano mai visti. Hanno iniziato i solitari, facendo quello che non si era mai fatto in regata: aiutarsi a vicenda e non solo nelle emergenze. Contagiosi!!! Le altre barche, specie quelle in equipaggio, hanno incominciato a seguirli nelle loro conversazioni e a partecipare. Alcune hanno “adottato” un solitario: “Vai a dormire tranquillo, ti guardiamo noi”. Il massimo!!!
Parlare del primo? E perché invece non iniziare parlando dell’ultimo? Non ci crederete ma questa volta è la stessa cosa. Per Oscar Campagnola, 71enne dentista romano, è stato creato, a furor di popolo, un premio apposito, il “Vagabondo nel Tirreno del Sud”, di non vaga osservanza Moitessieriana.
E’ salito sul podio e ha ringraziato la splendida trentenne (Bavaria 1060) che si porta a spasso per il mondo. Fino in Argentina, a Buenos Aires. Forse per ballare il tango. “Io ho fatto la mia parte ma devo ringraziare la mia barca, Fair Lady, che mi ha portato fino a qui”.
E la frase sulla targa della Roma per 1, “Dammi vento e ti darò miglia”, è sembrata ancor più pertinente.
Fuori dal coro Oscar ci ha raccontato che lui in barca porta sempre la sua borsa da medico, anche con tutto l’occorrente per l’esercizio di una professione antica che, questa volta, gli è servito per andare avanti riparando non un uomo, ma la sua barca. “Proprio quando si è alzato il vento dopo Lipari il pilota automatico ha smesso di funzionare perché si era staccato il braccio telescopico dallo specchio di poppa. In piena notte sono dovuto scendere sotto il gavone di poppa e sono riuscito a ripararlo con un filo che uso per fare i ganci alle dentiere”.
Per lui, incredibilmente e meritatamente, c’è stato l’applauso più grande. Ancor di più quando si sono abbracciati, al centro della scena, con l’altro grande “vecchio” di questa Roma per 1, Valerio Brinati.
Carlo Potestà ha fatto incetta di premi. La sua è stata una prestazione maiuscola al limite dell’incredibile. “Speriamo che mia moglie mi mandi, il prossimo anno”, ha detto ricevendo la Coppa Challenge intitolata all’indimenticato Paolo Venanzangeli. Tornerà, ne siamo sicuri. A ideare e consegnare il premio Luigi Aldini e Giulio Guazzini. Assente il terzo ideatore, Cino Ricci, che ha inviato un saluto e un augurio “che questa sia solo la prima di tante regate in solitario”.
Sul podio c’erano tutti, così come c’erano tutti alla grande festa campagnola della notte appena trascorsa a casa di Matteo Miceli. Un happening concluso con un grande bagno dei solitari, nel freddo della notte, in una pozza termale ad oltre 40 gradi.
Un clima così e una corsa così non possono perdersi e non si perderanno. Il prossimo appuntamento con la vela in solitario a riva di Traiano sarà molto, molto ravvicinato. E sarà un sorpres”One”.

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